Friday, 19 Jan, 2018
Login

Category: Corte di cassazione

Delitto Caracciolese e triplice omicidio al San Paolo: Cassazione conferma condanne

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di accusa e difese, confermando le condanne nei confronti dei responsabili dell’omicidio di Giacomo Caracciolese, boss del quartiere San Pasquale freddato a Bari il 5 aprile del 2013, del triplice delitto a colpi di kalashnikov avvenuto a maggio 2013 al quartiere San Paolo, in cui morirono Vitantonio Fiore, Antonio Romito e Claudio Fanelli e del tentato omicidio di Domenico Cantalice, pregiudicato. La Suprema Corte ha quindi confermato le condanne inflitte con rito abbreviato: per il pregiudicato Donato Cassano 18 anni di carcere, reo confesso del delitto Caracciolese. Vent’anni, invece, per Nicola Fumai, tra i sicari della strage al San Paolo, per la quale non è ancora definitiva la pena per Antonio Moretti, reo confesso del triplice omicidio, già condannato con rito ordinario in Appello a 30 anni di reclusione. Per quanto riguarda il tentato omicidio di Catalice, invece, confermate le condanne a 10 anni per Vito De Tullio, a 8 anni per Luigi Milloni, a 7 anni e 4 mesi per Vito Milloni e Michele Lanave.

Article source: http://www.baritoday.it/cronaca/omicidio-caracciolese-strage-san-paolo-confermate-condanne-cassazione.html


La Cassazione conferma il carcere per i fratelli Cesaro

 La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere nei confronti degli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del deputato di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro.

Gli imprenditori sono detenuti da maggio dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta condotta dai pm della Dda di Napoli Mariella Di Mauro e Giuseppe Visone su presunte infiltrazioni della camorra nella gestione del Pip (Piano di insediamento produttivo) del comune di Marano, a nord di Napoli. La Cassazione ha respinto l’istanza di revoca della misura cautelare, che era già stata confermata dal Tribunale del Riesame di Napoli.

Nei giorni scorsi la Procura ha depositato agli atti dell’inchiesta nuovi documenti, tra cui le rivelazioni di un ex detenuto che, nel carcere di Poggioreale, avrebbe appreso di un piano dei Cesaro per calunniare un pm titolare dell’inchiesta. Vicenda sulla quale sono in corso indagini da parte degli inquirenti.

In una nota, il professore Vincenzo Maiello che, insieme con il professore Franco Coppi e gli avvocati Raffaele Quaranta e Paolo Trofino, assiste gli imprenditori Raffaele e Aniello Cesaro dichiarano: “La pronuncia della Corte di Cassazione riguarda la situazione processuale esistente al tempo dell’ordinanza cautelare del gip, aprile 2017. Non ha potuto tenere conto delle acquisizioni probatorie successive che, secondo l’opinione della difesa, hanno sensibilmente modificato il

quadro delle prove rendendo insostenibile dal punto di vista logico e giuridico l’ipotesi di accusa secondo cui i fratelli Cesaro avrebbero stretto un patto con la criminalità organizzata. La verità è di segno assolutamente diverso e va nella direzione che vede i fratelli Cesaro vittime di pesanti e molto gravi attività estorsive. La storia imprenditoriale dei fratelli Cesaro si oppone decisamente all’accusa mossa nei loro confronti”.

 

Article source: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/01/17/news/la_cassazione_conferma_il_carcere_per_i_fratelli_cesaro-186702840/


Veronica Lario in Cassazione contro l’azzeramento del maxi-assegno

17 gennaio 2018La saga giudiziaria tra Silvio Berlusconi e l’ex moglie Veronica Lario, iniziata nel 2009, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Nei giorni scorsi, secondo quanto risulta all’agenzia Il Sole 24 Radiocor, Lario ha notificato alla Corte di Cassazione il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che aveva azzerato il suo assegno di mantenimento post divorzio e l’aveva obbligata a restituire al Cavaliere una somma attorno a 45 milioni di euro. Subito dopo la sentenza, che risale al 16 novembre scorso, il legale di Veronica Lario, Cristina Morelli, aveva definito ‘profondamente ingiusta’ la decisione della Corte d’Appello, che aveva eliminato l’assegno di mantenimento da 1,4 milioni mensili stabilito nel 2013 dal Tribunale di Monza. Così, nei giorni scorsi, è arrivato puntuale il ricorso in Cassazione, entro il termine previsto dei 60 giorni.

La Corte d’Appello di Milano aveva deciso di applicare al caso Berlusconi-Lario il precedente dell’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che l’anno scorso si era visto riconoscere – proprio dalla Cassazione – il diritto a non dover mantenere la moglie, in quanto economicamente autonoma, scardinando così il principio dello ‘stesso tenore di vita’. Una linea che si è rivelata efficace, per la causa tra Berlusconi e la ex moglie, anche e soprattutto per la parte della decisione che ha riguardato il passato e quindi sancito la restituzione di quanto in precedenza versato.

Article source: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Veronica-Lario-in-Cassazione-contro-azzeramento-maxi-assegno-Berlusocni-ca99afbb-fb7c-444a-845a-e613a613442b.html


Condanne definitive Cassazione, 11 arresti della Mobile a Bari

<!–
Condividi


–>

Bari, 17 gennaio 2018. Nelle prime ore di questa mattina, a Bari ed a Bitonto, la Polizia di Stato ha tratto in arresto, in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica del Tribunale di Bari, 11 pregiudicati condannati in via definitiva a seguito di pronuncia della Corte di Cassazione circa il ricorso avverso il provvedimento di condanna, emesso dalla Corte d’Assise d’Appello di Bari anche nei confronti di altre persone, dovendo espiare le pene detentive loro comminate, a vario titolo, per la commissione dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio, detenzione illecita di armi da fuoco ed estorsione.

Le catture, eseguite dai poliziotti della Squadra Mobile di Bari, coadiuvati da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale”, hanno interessato:
1. CAPUTO Vincenzo, nato a Bitonto (BA) di anni 30, già detenuto, dovendo espiare la pena detentiva di anni 4, mesi 7 e giorni 11 di reclusione ;
2. RAGGI Donato, nato a Bari di anni 33 e residente a Bitonto, dovendo espiare la pena detentiva di anni 5, mesi 9 e giorni 11 di reclusione;
3. MARINI Massimiliano, nato a Mola di Bari (BA) di anni 28, già detenuto, dovendo espiare la pena detentiva di anni 7, mesi 6 e giorni 3 di reclusione;
4. BALLABENE Giovanni, nato a Bari di anni 33, dovendo espiare la pena detentiva di anni 8, mesi 5 e giorni 15 di reclusione;
5. MININNI Domenico, nato a Bari di anni 47, dovendo espiare la pena detentiva di anni 2, mesi 6 e giorni 27 di reclusione;
6. SANTORO Attilio, nato a Bari di anni 32, dovendo espiare la pena detentiva di anni 2, mesi 11 e giorni 6 di reclusione;
7. SEBASTIANO Saverio, nato a Bari di anni 60, dovendo espiare la pena detentiva di anni 5, mesi 2 e giorni 27 di reclusione;
8. VALENTINO Francesco, nato a Bari di anni 48,dovendo espiare la pena detentiva di anni 7, mesi 3 e giorni 29 di reclusione;
9. OTTOMANO Angelo, nato a Bari di anni 49, dovendo espiare la pena detentiva di anni 5, mesi 10 di reclusione;
10. LOVREGLIO Francesco, nato a Bari di anni 38, dovendo espiare la pena detentiva di anni 4, mesi 8 e giorni 9 di reclusione.
11. BARBATO Salvatore, nato a Napoli di anni 33, già detenuto, dovendo espiare la pena detentiva di anni 5, mesi 2 di reclusione.

Gli arresti odierni sono l’epilogo giudiziario dell’operazione “Big Bang”, condotta dalla Squadra Mobile di Bari e conclusasi nell’anno 2013 con l’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, in carcere e ai domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di 27 persone.

Le indagini, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avevano documentato la vicinanza degli arrestati al clan mafioso “Strisciuglio”, attivo, con le sue articolazioni, nello spaccio di sostanze stupefacenti e nelle estorsioni nei quartieri Libertà, San Paolo e San Pio di Bari, nonché in alcuni comuni dell’hinterland barese, tra cui Noicattaro e Bitonto.

Oltre a consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti, nel corso delle investigazioni erano state sequestrate anche alcune armi.

Redazione StatoQuotidiano.it


<!– 4W MOBILE 300 END ARTICLE

simply_publisher = 77127;
simply_domain = 95503;
simply_space = 192253;
simply_ad_height = 280;
simply_ad_width = 336;
simply_callback = ”;

var cb = Math.round(new Date().getTime());
document.write(”);

END 4W 300 END ARTICLE–>

<!– MoveUp 600x

googletag.defineSlot(‘/134284252/statoquotidiano-plavid-art’, [[580, 400], [336, 280], [600, 375]], ‘div-gpt-ad-1436801512307-0′).addService(googletag.pubads()).setTargeting();
googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display(‘div-gpt-ad-1436801512307-0′);
–>

<!– MoveUp 300×250 mobile Fine articolo

googletag.defineSlot(‘/134284252/statoquotidiano-mob-300×250-fine’, [300, 250], ‘div-gpt-ad-1436800135132-0′).addService(googletag.pubads()).setTargeting();
googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display(‘div-gpt-ad-1436800135132-0′);
–>

<!– GOOGLE NATIVE

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

END GOOGLE NATIVE–>

Article source: https://www.statoquotidiano.it/17/01/2018/condanne-definitive-cassazione-11-arresti-della-mobile-bari/599656/


Manfredonia. Procedimento “Atlantide”, Cassazione rigetta i ricorsi

<!–
Condividi


–>

Bari. PROCEDIMENTO “Atlantide“: con recente sentenza, la Corte di Cassazione di Roma ha rigettato i ricorsi presentati da Michelantonio Nenna, classe 1955 Manfredonia e Matteo Castriotta, classe 1989 Manfredonia, per l’annullamento della decisione della sentenza della Corte di Appello di Bari del dicembre 2014, con la quale in parziale riforma della decisione di primo grado, sentenza del Tribunale di Foggia del dicembre 2013, era stata rideterminata la pena inflitta a Bushi Guri, in anni due e mesi otto di reclusione, e inflitta al Nenna e al Castriotta una pena pari ad anni tre e mesi quattro di reclusione, con conferma per questi ultimi il giudizio di primo grado di equivalenza delle circostanze attenuanti ed aggravanti, mentre per il Bushi erano state ritenute le prime prevalenti sulle seconde.

La sentenza del Tribunale di Foggia
Come detto, con sentenza del dicembre 2013 il Gup presso il Tribunale di Foggia aveva ritenuto Nenna Michelangelo, Castriotta Matteo e Bushi Guri colpevoli dei reati loro ascritti (detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana (…) introduzione nel territorio dello Stato, acquisto, detenzione e porto illegali di un’arma da guerra e relativo munizionamento (..); detenzione e porto illegali di una pistola e relativo munizionamento (..); nonché i primi due: trasporto e procurato ingresso illegale nel territorio dello Stato dello straniero, Bushi Guri di nazionalità albanese, privo di titolo di residenza permanente (…); condannando i primi due, alla pena di anni otto (…), il terzo alla pena di anni sette e mesi quattro (….), previo riconoscimento per tutti delle circostanze attenuanti generiche in misura equivalente alle contestate aggravanti.

I ricorsi
A seguito di impugnazione proposta dagli imputati, la Corte di appello di Bari, con sentenza resa il 18 dicembre 2014, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva rideterminato la pena inflitta al Bushi, in anni due e mesi otto di reclusione (…) e quella inflitta al Nenna e al Castriotta in anni tre e mesi quattro di reclusione (…), confermando per questi ultimi il giudizio di primo grado di equivalenza delle circostanze attenuanti ed aggravanti, mentre per il Bushi riteneva le prime prevalenti sulle seconde.

La decisione della Corte di Cassazione
Dalla sentenza della Corte di Cassazione di legge tra l’altro come “le difese omettono, tuttavia, di considerare nel loro complesso le argomentazioni a sostegno delle conformi decisioni di merito, attraverso le quali viene puntualmente ricostruito, in termini logici e coerenti rispetto alle risultanze esaminate, il ruolo determinante e rilevante assunto da ciascuno degli imputati nella commissione del fatto (dalla messa a disposizione del peschereccio al viaggio intrapreso personalmente in acque montenegrine per recuperare il carico di marijuana, assicurandone il trasporto fino alle coste italiane).

A fronte di tale ricostruzione, rivelatrice del contributo offerto dai predetti (tutt’altro che di minima importanza) le difese hanno contrapposto argomenti confutativi, inidonei a rilevare fratture logiche della decisione impugnata, in quanto sorretti da alternative valutazioni in fatto (tendenti a minimizzare
l’apporto fornito da ciascuno nella commissione del fatto) che non possono trovare ingresso in sede di legittimità
”.

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata


<!– 4W MOBILE 300 END ARTICLE

simply_publisher = 77127;
simply_domain = 95503;
simply_space = 192253;
simply_ad_height = 280;
simply_ad_width = 336;
simply_callback = ”;

var cb = Math.round(new Date().getTime());
document.write(”);

END 4W 300 END ARTICLE–>

<!– MoveUp 600x

googletag.defineSlot(‘/134284252/statoquotidiano-plavid-art’, [[580, 400], [336, 280], [600, 375]], ‘div-gpt-ad-1436801512307-0′).addService(googletag.pubads()).setTargeting();
googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display(‘div-gpt-ad-1436801512307-0′);
–>

<!– MoveUp 300×250 mobile Fine articolo

googletag.defineSlot(‘/134284252/statoquotidiano-mob-300×250-fine’, [300, 250], ‘div-gpt-ad-1436800135132-0′).addService(googletag.pubads()).setTargeting();
googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display(‘div-gpt-ad-1436800135132-0′);
–>

<!– GOOGLE NATIVE

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

END GOOGLE NATIVE–>

Article source: https://www.statoquotidiano.it/16/01/2018/manfredonia-procedimento-atlantide-cassazione-rigetta-ricorsi/599523/