Friday, 19 Jan, 2018
Login

Archive for April, 2017

Egitto: nuova legge, Sisi potrà scegliere capi magistratura

ROMA- Il parlamento egiziano ha approvato una legge che permette al presidente, Abdel Fattah Al Sisi, di nominare i più alti esponenti del sistema giudiziario: uno sviluppo che “potrebbe indebolire ulteriormente l’indipendenza della magistratura” egiziana, ha segnalato Amnesty International in una nota.

Sisi ha ratificato la legge, la numero 13 di quest’anno,  passata mercoledì con l’approvazione di due terzi del parlamento,. Alcuni organismi giudiziari, incluso il Consiglio di Stato e il Consiglio superiore della magistratura, avevano però messo agli atti la loro opposizione prima del voto parlamentare.

Secondo Amnesty, le nuove norme garantiscono al presidente “il potere di scegliere i capi degli organismi giudiziari” inclusi la Corte di Cassazione, il Consiglio di Stato e due altre rilevanti authority.

“Attraverso questa legge, lo Stato sta cercando di consolidare ulteriormente la propria presa sul potere e neutralizzare due delle più alte corti che talvolta hanno agito come un elemento di controllo sull’esecutivo”, ha sostenuto la direttrice di Amnesty per le campagne in Nordafrica, Najia Bounaim. 

La Cassazione e la Suprema corte amministrativa, due enti particolarmente colpiti dalla nuova legge, secondo Amnesty erano “l’ultima speranza” di giustizia in Egitto. La prima aveva annullato una serie di condanne a morte perché, in processi di massa, non erano state individuate le responsabilità individuali e le sole prove erano le indagini condotte dall’Agenzia per la sicurezza nazionale.

La Corte amministrativa, che fra l’altro si occupa di rispetto dei diritti umani da parte di polizia e altri poteri esecutivi dello Stato, aveva sfidato più volte il governo fra l’altro annullando, nel gennaio scorso, un controverso accordo del Cairo con l’Arabia saudita per la cessione di due isole del Mar Rosso (omaggio di Sisi al suo grande sponsor petrolifero indispettito da posizioni filo-russe sulla Siria).

Article source: http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2017/04/28/egitto-amnesty-sisi-potra-scegliere-capi-magistratura_c1a71caa-d653-44fa-b8ca-550238ea3242.html


Gioconews – Cassazione: ‘Acquisto illecito di apparecchi da gioco, è …


Cassazione: ‘Acquisto illecito di apparecchi da gioco, è ricettazione’

La Corte di Cassazione conferma la condanna per ricettazione di un’esercente che ha acquisito illecitamente alcuni apparecchi da gioco.

 

“La Corte territoriale, nel confermare la sentenza di primo grado, si è adeguata al costante orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo il quale, ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione è necessaria la consapevolezza della provenienza illecita del bene ricevuto, senza che sia peraltro indispensabile che tale consapevolezza si estenda alla precisa e completa conoscenza delle circostanze di tempo, di modo e di luogo del reato presupposto, potendo anche essere desunta da prove indirette, allorché siano tali da generare in qualsiasi persona di media levatura intellettuale, e secondo la comune esperienza, la certezza della provenienza illecita di quanto ricevuto”.

 

Questo il motivo per cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un’esercente contro la Corte di appello di Napoli per la conferma della condanna per ricettazione, per l’acquisizione illegittima di apparecchi da gioco.

 

Article source: http://www.gioconews.it/newslotvlt/51-normativa35/52586-cassazione-ricettazione-se-apparecchi-da-gioco-acquisiti-illecitamente


Faida di Volpiano, la Cassazione annulla le condanne all’ergastolo

Facebooktwittergoogle_plusmail

Verrà celebrato un nuovo processo di Appello a carico di Rosario Marando e Natale Trimboli per il triplice omicidio di Volpiano. Annullate anche le assoluzioni

L’annullamento delle due condanne al carcere a vita, con rinvio ad altra sezione della Corte di Assise di Appello di Torino, in accoglimento dei ricorsi proposti dagli avvocati Francesco Lojacono e Giovanna Araniti, riguarda Rosario Marando  e Natale Trimboli, entrambi di Platì. Entrambi con la sentenza di secondo grado emessa il 17.12.2015, si erano visti confermare le rispettive condanne all’ergastolo per il triplice omicidio di Antonio Stefanelli, Antonino Stefanelli  e Francesco Mancuso, tutti di origine calabrese, consumato in Volpiano (To) l’1.6.1997, all’interno della abitazione di Domenico Marando (già condannato in via definitiva), ed i cui cadaveri non sono mai stati ritrovati. Accolto anche il ricorso della Procura Generale, che aveva impugnato le assoluzioni, pronunciate per lo stesso delitto, nei confronti di Gaetano Napoli e Santo Giuseppe Aligi. Anche per loro dovrà celebrarsi un nuovo giudizio. La Corte di Cassazione, ha annullato con rinvio anche la pronuncia assolutoria di cui aveva beneficiato in appello Spagnolo Antonio, di Ciminà, che in primo grado aveva riportato una condanna a 30 anni di reclusione quale esecutore dell’omicidio avvenuto il successivo 30 gennaio 1998, in Rivalta Torinese, di Roberto Romeo, il quale, secondo l’accusa aveva accompagnato le tre vittime all’appuntamento mortale ed aveva assistito alle fasi successive al delitto. Per quest’ultimo delitto, in precedenza, la Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dall’avvocato Francesco Lojacono, aveva disposto l’annullamento della condanna riportata da Marando Domenico, accusato di essere il mandante dell’omicidio. Il relativo processo di rinvio è in corso avanti la Corte di assise appello di Torino, e si è arricchito della testimonianza del neo collaboratore di giustizia Domenico Agresta, nipote dei Marando. 


Le ipotesi di accusa. Secondo la tesi accusatoria, le due vicende criminose, tra le più cruente registrate in territorio piemontese, sono da inquadrarsi in una vendetta mafiosa scaturita dal precedente omicidio di  Francesco Marando, che gli imputati avrebbero attribuito ai due Stefanelli, al Mancuso ed al Romeo. Un intreccio dunque complesso, che dovrà essere integralmente rivalutato dalla Corte d’assise appello torinese.

Article source: http://www.zoom24.it/2017/04/28/faida-di-volpiano-la-cassazione-annulla-le-condanne-allergastolo-48013/


Puniti per la tratta degli schiavi….

MANTOVA. La Corte di Cassazione ha confermato, in via definitiva, le condanne inflitte dalla Corte d’appello di Brescia a quattro dei nove imputati finiti a processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tre anni e sei mesi di reclusione più 560mila euro di multa all’avvocato Anna Maria Sensati, 46 anni, di Ostiglia; due anni e quattro mesi più 30mila euro di multa a Guido Longari, 72 anni, agricoltore di Castellucchio; tre anni e tre mesi più 240mila euro di multa a Lachene Bouslim, 42 anni di Canneto sull’Oglio e infine tre anni e due mesi più 540mila euo di multa per Cecilio Passini Fusar, 67 anni, commercialista di Milano.

La sentenza della Corte d’appello ha in parte ridotto le pene comminate, in primo grado, dal giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari. All’avvocato Sensati aveva inflitto la condanna più pesante: quattro anni e otto mesi di reclusione e 900mila euro di multa. A lei era stata attribuita la responsabilità di aver «prodotto ai competenti uffici i documenti che servivano per giustificare la necessità di manodopera». Le indagini condotte dalla squadra mobile della questura di Mantova, coordinate dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci, tra il 2011 e il 2012 avevano portato all’arresto di undici persone. La tratta dei nuovi schiavi aveva riguardato circa 250 immigrati, perlopiù di nazionalità marocchina, indiana e pakistana. Un giro illecito di nulla osta per l’ingresso in Italia di lavoratori da impiegare in agricoltura.
Il calcolo delle multe è stato eseguito sulla base dell’articolo 12 del decreto legge 286 del 1998 che prevede, per ogni ingresso illegale nel nostro Paese, una pena pecuniaria di quindicimila euro. La somma richiesta poteva variare in funzione del numero di stranieri regolarizzati poiché ognuno di questi doveva corrispondere all’organizzazione una somma complessiva di tremila euro. Una somma grosso modo così ripartita: mille euro subito, altri mille euro all’atto della consegna all’interessato del nulla osta rilasciato dallo Sportello unico per l’Immigrazione della Prefettura e infine gli ultimi mille euro ad avvenuta concessione del permesso di soggiorno da parte dell’Ufficio Stranieri della Questura. (gol)

Article source: http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/04/27/news/puniti-per-la-tratta-degli-schiavi-quattro-condanne-definitive-1.15259151


Accorpamento di terreni in zona agricola: la Corte di Cassazione annulla le condanne per quattro imputati

LEUCA (Lecce) – La Quinta Sezione della Corte di Cassazione annulla senza rinvio due sentenze di condanna per falso, emesse dal Tribunale di Lecce e poi confermate dalla Corte di appello nei confronti dei proprietari dei fondi, dei tecnici privati, e dell’ex Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Morciano, Giuseppe Renna oltre a Vittorio Quaranta, Rolando Capoferri e Fernando Cosi. La Corte di Cassazione, accogliendo i ricorsi degli avvocati Silvio Verri e Francesco Maggiore, ha assolto gli imputati perché il fatto non costituisce reato ritenendo che l’articolo 51 della Legge Regionale numero 56/1980 non sia più vigente, e soprattutto che i protagonisti della vicenda abbiano agito senza dolo.

In particolare, così come riportato in una nota diramata agli organi di stampa, nel ricorso si rilevava la illogicità delle sentenze dei Giudici di merito, in quanto nella medesima motivazione si dava atto dell’esistenza di una incertezza giurisprudenziale in materia di accorpamento, e nel contempo si riteneva “macroscopica” la illegittimità dei permessi di Costruire, tanto che gli imputati dovevano necessariamente esserne consapevoli, escludendo ogni ipotesi di errore in buona fede.

Si tratta di due sentenze fondamentali, in quanto esprimono l’orientamento della sezione della Corte di Cassazione specializzata in delitti di falso, che ribalta completamente l’esito dei processi che sino ad oggi si sono svolti innanzi al Tribunale di Lecce. Nella vicenda degli accorpamenti in zona agricola ritenuti falsi dalla Procura di Lecce sono rimaste coinvolte centinaia di persone del Capo di Leuca (in particolare nei Comuni di Morciano, Patù e Castrignano del Capo).

 

Article source: http://www.corrieresalentino.it/2017/04/accorpamento-di-terreni-in-zona-agricola-la-corte-di-cassazione-annulla-le-condanne-per-quattro-imputati/