Friday, 19 Jan, 2018
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Archive for July, 2017

Corte di Cassazione: perseguitare il dipendente è stalking

Lo sancisce una importante Sentenza della Suprema Corte, la numero 35588 / 2017, che crea un importante precedente giurisprudenziale, per chi in azienda è colpito da mobbing e dalle azioni persecutorie che solitamente lo accompagnano, e che si spingono a vessare e cercare di isolare la vittima in ambiti lavorativi e non, persino personali, familiari, comunque esterni all’azienda in cui lavora.

Precedente importante, per alcune persone vittima di mobbing, anche per sgretolare le reti di menzogne, diffamazioni, persecuzioni, ritorsioni e estorsioni, che attuano i mobbers in azienda e altrove, per due principali ragioni. Una è la volontà di colpire il dipendente mobbizzato e convincerlo ad arrendersi, presumibilmente accettando di essere estromesso senza protestare e senza attuare o continuare contenziosi giudiziari.

L’altra ragione risiede nella mentalità dei mobbers: la vittima – quasi fosse un predestinato o una predestinata – sarebbe comunque costretta a subire, e dovrebbe pure fungere da capro espiatorio e/o da sfogo, verbale o peggio, delle proprie frustrazioni e incapacità. Perché, non bisogna dimenticare, il mobbing e lo stalking spesso sono l’attuazione e la trasposizione, da adulti, del bullismo che gli stessi mobber probabilmente attuavano da giovani e adolescenti.

Parlando invece del caso specifico, di cui non conosco i contenuti umani e processuali, e restando sul piano giuridico, la Sentenza ha condannato definitivamente il responsabile di un servizio comunale che aveva perseguitato professionalmente e aziendalmente una dipendente, propria subordinata, causandole danni psicologici che si erano sostanziati in un apprezzabile turbamento, un grande disagio e prostrazione psicologica. La Corte di Cassazione ha anche disposto che il datore di lavoro risarcisca i danni in solido con lo stalker.

La persecuzione da parte di un superiore gerarchico, ha sentenziato la Suprema Corte, può andare persino oltre il mobbing, diventando stalking quando determinati comportamenti persecutori, anche se non di natura violenta, producono nella vittima un apprezzabile turbamento, come era accaduto nel caso considerato. L’impiegata era intatti stata costretta a subire gravi violenze morali, tra cui atteggiamenti oppressivi, pure di carattere sessuale.

Atteggiamenti del responsabile che erano durati per anni, e in modo abituale e ripetitivo, facendo così decadere anche l’eventuale prescrizione del reato. Allo stesso tempo, la Corte di ha anche respinto l’obiezione avanzata dai legali del manager di non applicabilità retroattiva, ad anni precedenti, della legislazione in tema di stalking. In realtà i comportamenti illegittimi e illegali sono stati protratti anche dopo l’approvazione della Legge sugli atti persecutori, che si è applicata quindi anche sul periodo pregresso.

Article source: http://www.srmedia.info/2017/07/31/corte-di-cassazione-perseguitare-il-dipendente-e-stalking/


La Corte di Cassazione rinvia ai giudici UE la questione sulla classificazione dei rifiuti

Article source: http://www.salvisjuribus.it/la-corte-di-cassazione-rinvia-ai-giudici-ue-la-questione-sulla-classificazione-dei-rifiuti/


Asl e riposi, vincono in 206

MASSA

Altri duecentosei dipendenti dell’Asl 1 di Massa-Carrara (oggi Toscana Nord Ovest) si sono visti riconosciuti il diritto da parte della Corte di Cassazione al riconoscimento del danno per la mancata fruizione del riposo compensativo nei casi di reperibilità attiva. Due distinte ordinanze della Suprema Corte – presidente Luigi Macioce, relatore Annalisa Di Paolantonio per entrambe – hanno infatti ribadito quanto già sancito nel giugno scorso per un primo gruppo di medici.

Questi circa 200 dipendenti sono – come si spiega nelle ordinanze della Cassazione – «inquadrati in varie categorie previste dalla contrattazione collettiva del comparto sanità o dirigenti medici», e avevano tutti svolto il servizio di pronta disponibilità anche in giorni festivi. Per tutti, ricordano i giudici, la Corte d’Appello, nel febbraio del 2012, confermando quanto stabilito in primo grado dal tribunale di Massa, aveva respinto tutte le richieste: no al riconoscimento del diritto a fruire in ogni caso del riposo compensativo; no al risarcimento del danno subito per la mancata fruizione del riposo; no alla maggiorazione prevista per il lavoro straordinario da calcolarsi, in caso di chiamata effettiva alla quale non aveva fatto seguito la concessione del giorno di riposo, su tutte le ore di lavoro prestate dopo la settimana giornata sino al giorno di effettivo godimento del riposo settimanale.

Ma, ora, grazie ai ricorsi presentati dall’avvocato Claudio Lalli, la Cassazione ha accolto due punti chiave del ricorso, e in particolare il diritto al risarcimento del danno. E come già avevamo spiegato a giugno, potrebbe essere davvero un salasso per le casse dell’Asl: sarà la Corte d’Appello di Genova, alla quale la Cassazione rimanda tutto l’incartamento, a dover stabilire il quantum, il dovuto a ciascuno dei complessivi 260 dipendenti.


La Cassazione quindi come già detto a giugno, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno subito per la mancata fruizione del riposo, circostanza che aveva portato – così sostenevano i ricorrenti – a turni massacranti, stress e ad una qualità della vita inferiore; e avevano sollecitato la «maggiorazione prevista per il lavoro straordinario», cioè una retribuzione, per aver lavorato all’interno dell’azienda sanitaria, nei giorni successivi al mancato riposo.


E su questo punto, la Cassazione ribalta le sentenze di primo grado del Tribunale di Massa prima e di secondo poi, emessa dalla Corte d’Appello di Genova. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza e che ribadisce il diritto al riposo compensativo in ogni caso: dovrà essere garantito dall’azienda sempre, a prescindere da una richiesta, trattandosi «di diritto indisponibile, riconosciuto dalla Carta Costituzionale oltre che dall’articolo 5 della direttiva Comunitaria 2003/88».


Insomma, il riposo settimanale non è rinunciabile e non può essere monetizzato. Il passaggio chiave è questo: «La sentenza impugnata, nell’escludere il diritto al risarcimento del danno per la mancata fruizione del riposo settimanale nei casi di reperibilità attiva, non ha correttamente interpretato le disposizioni contrattuali rilevanti e si è posta in contrasto con i principi di diritto sopra indicati» (Carta Costituzionale, direttiva Ce, precedenti della Cassazione). L’avvocato Claudio Lalli, come già scrivevamo a giugno, sta predisponendo le richieste di risarcimento da presentare alla Corte d’appello. Il costo pr le casse sanitarie si preannuncia davvero alto.

Come scrivevamo a giugno, si parla di diritti maturati dal 2002 a oggi, perché la causa avviata nel 2007 prendeva in esame già i cinque anni precedenti: non è lontano dalla realtà ritenere che ciascun dipendente possa avere diritto a circa 20mila euro di risarcimento, e il conto sarebbe di 5 milioni e 200mila euro. E l’Asl dovrà anche dotarsi di una diversa organizzazione diversa del lavoro, per garantire il riposo compensativo

e non dover esporsi a nuovi ricorsi. La gestione di tutte queste pratiche anche a livello nazionale, sta avvenendo attraverso l’attività del Cgl, il Centro giuridico del lavoro costituto per assistere i lavoratori avvalendosi anche dello studio dell’avvocato Claudio Lalli. (m. b.)

Article source: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/07/30/news/asl-e-riposi-vincono-in-206-1.15675804


Vicepresidente del Csm e presidente di Cassazione ricordano …

Arezzo, 30 luglio 2017- L’APPUNTAMENTO è per domani. Un appuntamento solenne per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino venticinque anni dopo Capaci e via D’Amelio. A palzzo di giustizia sbarca il Consiglio superiore della magistratura con il vicepresidente Giovanni Legnini e con Giuseppe Fanfani, l’ex sindaco che ha voluto fortemente la cerimonia nel corso della quale verranno consegnate le pubblicazioni degli atti sulle due vittime più illustri delle stragi di mafia.

ALTRO PROTAGONISTA importante della giornata è Giovanni Canzio, primo presidente della corte di cassazione. L’incontro è aperto alla cittadinanza e dunque tutti potranno partecipare, esattamente come è avvenuto nelle celebrazioni che nelle ultime settimane si sono succedute in tutta Italia. Il Csm, per questa ricorrenza, ha voluto rendere pubblici gli atti sui due magistrati nel principio della piena trasparenza, divulgando dunque i documenti che sarà adesso cura degli storici analizzare nella loro portata e complessità, per fare completa luce su un periodo oscuro della storia repubblicana, culminato nella guerra dichiarata dalla mafia allo stato che portò all’uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta a Capaci, e poco dopo all’attentato contro Paolo Borsellino.

E’ stato l’ex sindaco Giuseppe Fanfani, membro del Csm, a volere la manifestazione ad Arezzo. Già nel 2007, da primo cittadino, Fanfani volle ricordare Falcone e Borsellino, a quindici anni dalla morte, intitolando loro la piazza dove sorge il nuovo palazzo di giustizia.

A RICEVERE LEGNINI e Canzio nell’aula di presidenza della Vela ci saranno il presidente del tribunale Clelia Galantino e il procuratore della repubblica Roberto Rossi. Sarà Galantino a introdurre l’incontro e a dare la parola al vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che consegnerà le pubblicazioni degli atti alla stessa Galantino, al sindaco Alessandro Ghinelli, al procuratore Rossi e al presidente dell’ordine degli avvocati Piero Melani Graverini. Sono poi previsti gli interventi di Giuseppe Fanfani e Giovanni Canzio prima del discorso conclusivo affidato al sindaco Ghinelli.

Article source: http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/arezzo-falcone-borsellino-legnini-canzio-csm-cassazione-1.3302061


Vicepresidente del Csm e presidente di Cassazione ricordano Falcone e Borsellino

Arezzo, 30 luglio 2017- L’APPUNTAMENTO è per domani. Un appuntamento solenne per ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino venticinque anni dopo Capaci e via D’Amelio. A palzzo di giustizia sbarca il Consiglio superiore della magistratura con il vicepresidente Giovanni Legnini e con Giuseppe Fanfani, l’ex sindaco che ha voluto fortemente la cerimonia nel corso della quale verranno consegnate le pubblicazioni degli atti sulle due vittime più illustri delle stragi di mafia.

ALTRO PROTAGONISTA importante della giornata è Giovanni Canzio, primo presidente della corte di cassazione. L’incontro è aperto alla cittadinanza e dunque tutti potranno partecipare, esattamente come è avvenuto nelle celebrazioni che nelle ultime settimane si sono succedute in tutta Italia. Il Csm, per questa ricorrenza, ha voluto rendere pubblici gli atti sui due magistrati nel principio della piena trasparenza, divulgando dunque i documenti che sarà adesso cura degli storici analizzare nella loro portata e complessità, per fare completa luce su un periodo oscuro della storia repubblicana, culminato nella guerra dichiarata dalla mafia allo stato che portò all’uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta a Capaci, e poco dopo all’attentato contro Paolo Borsellino.

E’ stato l’ex sindaco Giuseppe Fanfani, membro del Csm, a volere la manifestazione ad Arezzo. Già nel 2007, da primo cittadino, Fanfani volle ricordare Falcone e Borsellino, a quindici anni dalla morte, intitolando loro la piazza dove sorge il nuovo palazzo di giustizia.

A RICEVERE LEGNINI e Canzio nell’aula di presidenza della Vela ci saranno il presidente del tribunale Clelia Galantino e il procuratore della repubblica Roberto Rossi. Sarà Galantino a introdurre l’incontro e a dare la parola al vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che consegnerà le pubblicazioni degli atti alla stessa Galantino, al sindaco Alessandro Ghinelli, al procuratore Rossi e al presidente dell’ordine degli avvocati Piero Melani Graverini. Sono poi previsti gli interventi di Giuseppe Fanfani e Giovanni Canzio prima del discorso conclusivo affidato al sindaco Ghinelli.

Article source: http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/arezzo-falcone-borsellino-legnini-canzio-csm-cassazione-1.3302061