Friday, 19 Jan, 2018
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Archive for November, 2017

Coppia dell’acido, il pg della Cassazione: "Affidare il figlio ai nonni …

Milano, 30 novembre 2017 - Affidare ai nonni materni il bambino nato dalla relazione fra Martina Levato e Alexander Boettcher, la “coppia dell’acido”. E’ la richiesta del sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Francesca Ceriani, circa il ricorso presentato dai genitori di Martina contro l’adottabilità del piccolo.

“La legge – ha detto il pg nella sua requisitoria – contempla l’affidamento quando ci sono rapporti significativi e nel caso del figlio di Alexandeer Boettcher e Martina Levato occorre dare rilievo al fatto che i nonni materni hanno avuto con lui 46 incontri, senza mancare mai ad un appuntamento tutte le volte che era loro consentito, e chiaramente la significatività del rapporto deve essere calibrata rispetto al fatto che si tratta di un neonato”. I genitori di Martina hanno chiesto di ottenere in affidamento il nipote nato nell’agosto del 2015, quando la figlia era già in carcere. Se la Cassazione dovesse accogliere la tesi del pg e il ricorso dei nonni materni, sarebbe annullata la decisione del Tribunale di Milano che ha dichiarato adottabile il piccolo. “I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi – ha detto ancora il pg della Cassazione – perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato. E anche se Alexander Boettcher e Martina Levato sono responsabili di crimini raccapriccianti, dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto”.

Il Pg ha chiesto invece di respingere la richiesta di affido avanzata dalla nonna paterna, la signora Patrizia Ravasi, e dallo stesso Boettcher, anche lui detenuto per i raid all’ acido che hanno sfigurato tre persone. “Il pg ha riconosciuto la validità delle nsotre posizioni e ha sottolineato come i nonni materni abbiano tutto il diritto di crescere il nipote”, ha spiegato l’avvocato Laura Cossar, che assiste l’ex studentessa della Bocconi, condannata a 20 anni per gli attacchi ai suoi ex fidanzati con il liquido corrosivo. Il legale ha preso la parola in aula e ha proposto anche un’altra possibile soluzione: Martina potrebbe scontare la sua pena all’Icam, l’istituto a custodia attenuata per le madri detenute di via Macedonio Melloni fino ai 6 anni di età del bambino e poi chiedere eventualmente gli arresti domiciliari. I nonni della ragazza, al termine dll’udienza, sono scoppiati in lacrime.

Il Comune di Milano, costituitosi in Cassazione come tutore del figlio, ha chiesto alla Suprema Corte di respingere la richiesta di affidamento. “Rispettiamo le figure di questi nonni – ha detto il legale rappresentante del sindaco Giuseppe Sala – ma l’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto”.

Article source: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/coppia-acido-figlio-1.3571352


Coppia dell’acido, il pg della Cassazione: "Affidare il figlio ai nonni materni"

Milano, 30 novembre 2017 - Affidare ai nonni materni il bambino nato dalla relazione fra Martina Levato e Alexander Boettcher, la “coppia dell’acido”. E’ la richiesta del sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione, Francesca Ceriani, circa il ricorso presentato dai genitori di Martina contro l’adottabilità del piccolo.

“La legge – ha detto il pg nella sua requisitoria – contempla l’affidamento quando ci sono rapporti significativi e nel caso del figlio di Alexandeer Boettcher e Martina Levato occorre dare rilievo al fatto che i nonni materni hanno avuto con lui 46 incontri, senza mancare mai ad un appuntamento tutte le volte che era loro consentito, e chiaramente la significatività del rapporto deve essere calibrata rispetto al fatto che si tratta di un neonato”. I genitori di Martina hanno chiesto di ottenere in affidamento il nipote nato nell’agosto del 2015, quando la figlia era già in carcere. Se la Cassazione dovesse accogliere la tesi del pg e il ricorso dei nonni materni, sarebbe annullata la decisione del Tribunale di Milano che ha dichiarato adottabile il piccolo. “I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi – ha detto ancora il pg della Cassazione – perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato. E anche se Alexander Boettcher e Martina Levato sono responsabili di crimini raccapriccianti, dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto”.

Il Pg ha chiesto invece di respingere la richiesta di affido avanzata dalla nonna paterna, la signora Patrizia Ravasi, e dallo stesso Boettcher, anche lui detenuto per i raid all’ acido che hanno sfigurato tre persone. “Il pg ha riconosciuto la validità delle nsotre posizioni e ha sottolineato come i nonni materni abbiano tutto il diritto di crescere il nipote”, ha spiegato l’avvocato Laura Cossar, che assiste l’ex studentessa della Bocconi, condannata a 20 anni per gli attacchi ai suoi ex fidanzati con il liquido corrosivo. Il legale ha preso la parola in aula e ha proposto anche un’altra possibile soluzione: Martina potrebbe scontare la sua pena all’Icam, l’istituto a custodia attenuata per le madri detenute di via Macedonio Melloni fino ai 6 anni di età del bambino e poi chiedere eventualmente gli arresti domiciliari. I nonni della ragazza, al termine dll’udienza, sono scoppiati in lacrime.

Il Comune di Milano, costituitosi in Cassazione come tutore del figlio, ha chiesto alla Suprema Corte di respingere la richiesta di affidamento. “Rispettiamo le figure di questi nonni – ha detto il legale rappresentante del sindaco Giuseppe Sala – ma l’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto”.

Article source: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/coppia-acido-figlio-1.3571352


Prescrizione Imu e Tasi: una sentenza della Corte di Cassazione …

Entro quali termini può essere richiesto dal Comune il versamento dell’Imu e della Tasi non corrisposte dal contribuente? A stabilirlo è una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha chiarito quando cade in prescrizione il pagamento delle tasse sulla casa.

Se il contribuente non paga le imposte sulla case su uno degli immobili di sua proprietà può incorrere in un procedimento da parte del Comune che “iscrive al ruolo” l’imposta e la comunica all’Esattore per la riscossione ossia per l’avvio delle pratiche necessarie al pignoramento. A gestire il pignoramento sarà l’Agenzia Entrate Riscossione, a meno che il Comune non abbia stipulato una convenzione con altro esattore. Al contribuente viene notificata una cartella di pagamento

tasse sulla casa prescrizione

Così come avviene per le altre imposte anche per Imu e Tasi il termine di prescrizione è di cinque anni. Questo vuol dire che la cartella di pagamento viene notificata dopo tale termine non va pagata (sempre e quando sia stata impugnata davanti al giudice e che questo l’abbia annullata, altrimenti, anche se illeggitima, diventa definitiva.

La sentenza n 28576/17 del 29/11/2017 va un passo avanti rispetto a quanto stabilisce la legge e stabilisce entro quanto tempo si prescrive la cartella di pagamento. Il termine, secondo quanto stabilisce la Cassazione, è lo stesso di quello fissato per il tributo, ovvero cinque anni. Se l’Agenzia delle Entrate Riscossione non avvia gli atti di pignoramento entro tale forbice di tempo, né sollecità il pagamento con una intimidazione, si verifica la prescrizione e il contribuente non deve versare niente al Comune.

Nel caso in cui, al contrario, il proprietario dell’immobile facesse ricorso contro l’avviso di pagamento e perdesse la causa, il termine di prescrizione diventa di 10 anni, perché a fare testo non è più la cartella, ma il provvedimento del giudice.

 

Article source: https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2017/11/30/124669-prescrizione-imu-e-tasi-una-sentenza-della-corte-di-cassazione-chiarisce-i-termini


Prescrizione Imu e Tasi: una sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i termini

Entro quali termini può essere richiesto dal Comune il versamento dell’Imu e della Tasi non corrisposte dal contribuente? A stabilirlo è una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha chiarito quando cade in prescrizione il pagamento delle tasse sulla casa.

Se il contribuente non paga le imposte sulla case su uno degli immobili di sua proprietà può incorrere in un procedimento da parte del Comune che “iscrive al ruolo” l’imposta e la comunica all’Esattore per la riscossione ossia per l’avvio delle pratiche necessarie al pignoramento. A gestire il pignoramento sarà l’Agenzia Entrate Riscossione, a meno che il Comune non abbia stipulato una convenzione con altro esattore. Al contribuente viene notificata una cartella di pagamento

tasse sulla casa prescrizione

Così come avviene per le altre imposte anche per Imu e Tasi il termine di prescrizione è di cinque anni. Questo vuol dire che la cartella di pagamento viene notificata dopo tale termine non va pagata (sempre e quando sia stata impugnata davanti al giudice e che questo l’abbia annullata, altrimenti, anche se illeggitima, diventa definitiva.

La sentenza n 28576/17 del 29/11/2017 va un passo avanti rispetto a quanto stabilisce la legge e stabilisce entro quanto tempo si prescrive la cartella di pagamento. Il termine, secondo quanto stabilisce la Cassazione, è lo stesso di quello fissato per il tributo, ovvero cinque anni. Se l’Agenzia delle Entrate Riscossione non avvia gli atti di pignoramento entro tale forbice di tempo, né sollecità il pagamento con una intimidazione, si verifica la prescrizione e il contribuente non deve versare niente al Comune.

Nel caso in cui, al contrario, il proprietario dell’immobile facesse ricorso contro l’avviso di pagamento e perdesse la causa, il termine di prescrizione diventa di 10 anni, perché a fare testo non è più la cartella, ma il provvedimento del giudice.

 

Article source: https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2017/11/30/124669-prescrizione-imu-e-tasi-una-sentenza-della-corte-di-cassazione-chiarisce-i-termini


Ricorso in cassazione da 600 pagine per Bossetti: “E Di Pietro non lo difenderà” fotogallery

Sempre convinto della propria innocenza, Massimo Bossetti proseguirà la sua battaglia giudiziaria fino alla Corte suprema. Mercoledì 29 novembre il suo avvocato Claudio Salvagni ha presentato in tribunale il ricorso in cassazione contro la sentenza di ergastolo. Un documento di quasi 600 pagine, 595 per la precisione, con tutti i punti emersi nel corso dell’inchiesta e ritenuti dubbi dal suo pool difensivo. “Di cui non farà parte Antonio Di Pietro”, ha chiarito Salvagni.

Il carpentiere di Mapello è stato condannato lo scorso 17 luglio, anche in Appello, al carcere a vita per il brutale delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa da Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.


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Galleria fotograficaMarita Comi in tribunale

“Il Dna sul cadavere della vittima è dell’imputato: non serve un altro test e non si può rifare”, queste in sintesi le motivazioni della sentenza del presidente della Corte di Brescia Enrico Fischetti, che aveva accolto l’impianto accusatorio già valido per il verdetto di primo grado al tribunale di Bergamo.

Il procedimento giudiziario si sposterà quindi a Roma. Il terzo grado si svolgerà la prossima estate. “Abbiamo presentato un ricorso articolato e dettagliato – ha spiegato Salvagni – , in cui abbiamo cercato di spiegare tutto ciò che a noi risulta anomalo. Sono 21 i punti. A partire da quel famoso Dna, per il quale continuiamo a chiedere una perizia. Passando poi per tutti gli altri indizi emersi nel corso dell’indagine, anche questi molto strani. Speriamo che questa volta vada meglio”.

Ma come sta Bossetti? “In questi giorni non ho avuto modo di incontrarlo – prosegue il legale – perché ero impegnato a preparare il ricorso. L’ultima volta che l’ho visto era come sempre, fiducioso e determinato. Ribadisce la sua innocenza ed è sicuro che riuscirà a dimostrare questo”.

Nelle settimane scorse si era parlato di un possibile coinvolgimento nel pool difensivo del magistrato di “Mani pulite” Antonio Di Pietro. Un’ipotesi smentita da Salvagni: “Nego categoricamente. Il nostro gruppo rimarrà lo stesso, non ci servono rinforzi. Siamo certi che daremo battaglia”.

La Corte suprema di cassazione ha la funzione di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto soggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni”, come stabilito dall’articolo 65 dell’ordinamento giudiziario.

La cassazione è il tribunale di ultima istanza nel sistema giurisdizionale ordinario italiano. Non giudica sul fatto ma sul diritto: il suo ruolo non è quello di riesaminare prove, bensì quello di verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che, nei precedenti gradi, il processo si sia svolto secondo le norme vigenti.

Article source: https://www.bergamonews.it/2017/11/30/ricorso-in-cassazione-da-600-pagine-per-bossetti-e-di-pietro-non-lo-difendera/270668/