Friday, 19 Jan, 2018
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Cassazione, se il guard-rail è in cattivo stato, il proprietario della strada deve risarcire danni

ABRUZZO. L’ente proprietario della strada deve risarcire i danni causati agli utenti della strada per l’omessa manutenzione del guard-rail. Per la Cassazione il comune, custode della via, paga i danni ad un giovane motociclista che a causa della barriera laterale difettosa ha subito gravissime lesioni tra cui la perdita di netto di un braccio.

Non rappresenta nemmeno un nuovo orientamento, ma l’ordinanza n. 22801/17, pubblicata il 29 settembre dalla terza sezione civile della Corte di Cassazione, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è molto significativa perché individua particolari e specifiche responsabilità in capo agli enti proprietari e custodi delle strade anche nel caso di omessa manutenzione o di guard-rail difettoso.

Proprio le barriere difettose spesso causano tragiche conseguenze come quella capitata ad un giovane, che mentre era in sella alla propria motocicletta aveva subìto gravissime lesioni, fra cui la perdita di netto di un braccio a seguito della collisione con una barriera laterale su una via di proprietà del Comune di Pozzolengo in provincia di Brescia.

Per la Suprema Corte, l’ente proprietario della strada deve risarcire i danni causati agli utenti della strada per l’omessa manutenzione del guard-rail. Nella fattispecie, sia il giovane che i propri genitori che avevano anch’essi subìto danni per la condizione del figlio determinata dal sinistro, avevano chiamato in causa il Comune per l’incidente stradale in cui il ragazzo era rimasto coinvolto.

In particolare, dopo aver perso il controllo della moto su cui viaggiava per le cattive condizioni della strada, il giovane ricorrente veniva scagliato contro il guard rail posizionato sul lato opposto della carreggiata, che, essendo non ben fissato, aveva assunto una anomala posizione obliqua in cui rimaneva esposto, girato dalla parte destinata al transito dei veicoli, un punto tagliente, che, a seguito dell’impatto violento con il corpo del giovane motociclista sbalzato dalla moto, gli provocava l’amputazione netta di un braccio.

In prima istanza il Tribunale di Brescia aveva ritenuto responsabile del sinistro il Comune e lo condannava a un notevole risarcimento dei danni pari a oltre un milione di euro in favore del giovane e di circa 100mila euro a ciascun genitore.

La Corte d’Appello, sovvertiva del tutto l’esito del primo grado di giudizio, rigettando integralmente le domande risarcitorie. Essa in primo luogo esclude la responsabilità del Comune nel verificarsi dell’incidente, escludendo che sia stata fornita una prova sul rapporto causale tra la presenza di eventuali alterazioni sul manto stradale e la caduta del motociclista; esclude poi anche che l’esistenza di un tratto di guard rail difettoso abbia avuto una incidenza causale in ordine alla particolare gravità del danno subito dal ragazzo, in riferimento all’amputazione di netto dell’arto.

La Cassazione, è di tutt’altro avviso nell’esprimere che «Per quanto concerne il profilo degli obblighi di manutenzione gravanti sulla p.a., accertato che nel caso di specie il Comune aveva ritenuto di posizionare, sul tratto di strada ove si è verificato l’incidente, le barriere laterali, in adempimento degli obblighi posti a suo carico in particolare dal D.M. n. 223 del 1992, non è corretto affermare che tali barriere abbiano esclusivamente la funzione di evitare o contenere il rischio della fuoriuscita di strada delle vetture in tratti di strada di particolare pericolosità e quindi siano costruite al solo scopo di reggere l’impatto con gli autoveicoli. La funzione della predisposizione della barriera laterale è quella di diminuire la pericolosità del tratto stradale ove essa è collocata: questa funzione si esplica delimitandone prima di tutto visivamente il bordo, offrendo una resistenza all’eventuale impatto dei veicoli ed offrendo anche una protezione ai corpi dei malcapitati utenti della strada che, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti o automobilisti, si trovino per i più svariati accadimenti ad essere proiettati Verso un bordo strada al di là del quale c’è il vuoto o una scarpata, proteggendoli dalle più gravi conseguenze di una caduta. Quindi, in generale nella funzione protettiva delle barriere laterali è compresa anche quella di diminuire il rischio che un corpo umano possa venire sbalzato nel vuoto».

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Appena 24 ore prima il giudice per le indagini preliminari di Chieti, Luca De Ninis, aveva stabilito che i funzionari della Provincia di Chieti non potevano essere responsabili del cattivo stato delle barriere della strada provinciale che non hanno impedito la morte per annegamento dei due fratelli Timperio.

Secondo il Pm, i quattro funzionari della Provincia «omettevano, pur in presenza di lavori eseguiti sul tratto stradale che attraversa il fiume Foro lungo la Sp 33, denominata “Variante Tollo-Miglianico”, di adeguare le barriere di sicurezza stradale presenti sul ponte, barriere assolutamente inadeguate al contenimento di possibili urti derivanti da collisione con veicoli (…) e realizzate senza alcun rispetto della buona tecnica e della realizzazione secondo arte. Proprio l’omessa messa in sicurezza del citato tratto stradale risulta così causa determinante l’evento, tenuto conto che una barriera di adeguata sicurezza montata a regola d’arte avrebbe contenuto l’urto del veicolo evitando la precipitazione dello stesso nel fiume».

Article source: http://www.primadanoi.it/news/cronaca/574384/cassazione-se-il-guard-rail-e-in-cattivo-stato-il-proprietario-della-strada-deve-risarcire-danni.html


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