Monday, 23 Oct, 2017
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Faida di Calanna: la Corte di Cassazione dispone un nuovo esame al Tribunale della Libertà sull’accusa mossa a …

Faida di Calanna: disposto un nuovo esame degli atti da parte del Tribunale della libertà di Reggio Calabria che aveva confermato l’impianto accusatorio della DDA reggina nei confronti del Princi

processoLa Corte di Cassazione, I° sezione penale,  ha accolto  il ricorso presentato dall’avv. Ugo Singarella nell’interesse di Nino Princi,  e ha disposto un nuovo esame degli atti da parte del Tribunale della libertà di Reggio Calabria, che aveva confermato l’impianto accusatorio della DDA reggina nei confronti del Princi, accusato di avere attentato alla vita del cugino GRECO Giuseppe e dell’omicidio di POLIMENI Domenico, entrambi attinti da numerosi colpi di fucile a pallettoni la sera del 3 aprile 2016 a Calanna.
Secondo la Procura Reggina, il duplice fatto di sangue sarebbe motivato da logiche mafiose per la supremazia e controllo del territorio di Calanna e zone limitrofe – già feudo incontrastato del defunto Ciccio Greco – e rappresenterebbe la violenta ritorsione posta in essere dal PRINCI per l’agguato subito a Sambatello il 9 febbraio 2016. Nell’occasione il PRINCI, a bordo della propria autovettura, venne fatto segno di numerosi colpi d’arma da fuoco ma scampò alla morte sottraendosi con una disperata manovra alla micidiale azione di fuoco dei killer, tra cui, secondo la Procura antimafia, vi era per certo il figlio di Ciccio Greco, GRECO Giuseppe, che – dopo una lunga detenzione – avrebbe deciso di sbarazzarsi del cugino, reo nel frattempo di essersi “allargato troppo” sul territorio. Ipotesi, questa, avvalorata dalle accuse mosse dallo stesso GRECO Giuseppe, il quale, sebbene si dichiari estraneo al tentato omicidio del cugino, sin da subito ha accusato quest’ultimo di essere l’autore dell’agguato in cui rimase gravemente ferito e che provocò anche la morte del POLIMENI. Il Tribunale della libertà  nello scorso mese di  marzo aveva confermato il provvedimento di fermo disposto dalla Procura e la custodia cautelare in carcere a carico del PRINCI, nel frattempo arrestato dopo circa 10 mesi di latitanza, sconfessato invece dalla Corte di Cassazione, che ha condiviso le ragioni della difesa,  affermando la inconsistenza degli elementi a carico del principale indiziato, poiché monchi di riscontri certi della responsabilità del PRINCI e afflitti da un movente che appare incerto e “aperto”. Alla discussione innanzi alla Corte di Cassazione ha partecipato anche l’avv. Giovanni Aricò.

Article source: http://www.strettoweb.com/2017/10/faida-di-calanna-la-corte-di-cassazione-dispone-un-nuovo-esame-al-tribunale-della-liberta-sullaccusa-mossa-a-carico-di-nino-princi/613326/


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