Monday, 23 Oct, 2017
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“In Romania prigioni-lager”. E l’Italia si tiene il detenuto

Il terrorista ed assassino Cesare Battisti delle celle italiane ha una paura folle. Daniel Cristi Enache, romeno di 27 anni, il cui curriculum criminale, al confronto, è quello di un ladro di polli, non le vuole invece proprio lasciare. A sua volta, sta facendo di tutto per scongiurare l’estradizione nel proprio Paese, dove deve scontare una condanna a 20 mesi per guida in stato d’ebbrezza, senza patente e utilizzando targhe rubate.  

 

Una pena esemplare – visto che l’uomo era incensurato – inflitta nell’aprile del 2015, come altrettanto rigido sembra essere il regime di detenzione: talmente coercitivo che la Cassazione ha appena sospeso l’estradizione finché non ci sarà la certezza che l’uomo non venga recluso «senza rischio concreto di trattamento inumano o degradante». Una pratica che ha portato la Corte di giustizia europea per i diritti dell’uomo a infliggere già due diverse condanne alle istituzioni di Bucarest. 

 

I reati
 

Morale: lo straniero continuerà ad essere trattenuto in un carcere veneto per furto aggravato e false generalità, dopo essere stato trovato, l’estate scorsa, a rubare superalcolici in un centro commerciale di Conegliano (Treviso) e aver declinato un’identità fittizia. Di fronte alla prospettiva di dover finire in quelle che definisce «celle-lager», Enache ha mobilitato due diversi studi di avvocati per restare nel Belpaese. 

 

In primo grado, i giudici di Venezia avevano, infatti, accolto l’istanza contenuta nel mandato di cattura europeo e avevano disposto la consegna del 27enne: in quell’occasione, il governo romeno aveva fornito delle indicazioni – seppur generiche – sulle condizioni carcerarie, anche se dai documenti emergeva un’incongruenza: «Il regime – si legge nella prima sentenza – era tale da compensare, con la libertà di movimento durante il giorno, l’insufficiente assegnazione dello spazio chiuso nella cella, due metri quadri compreso il letto e gli arredi». 

 

Il ricorso
 

Su questo punto si è fondato il ricorso in Cassazione, anche se, in verità, in alcuni tra i più sovraffollati istituti di pena italiani, la situazione non sembra essere tanto più rosea. Le informazioni fornite dalle autorità romene erano imprecise e non individualizzate – sono le motivazioni redatte dagli ermellini -: non erano indicati con sicurezza il carcere di destinazione, il tipo di regime di detenzione, le condizioni, il numero di detenuti, di bagni e docce, la presenza di acqua calda, la privacy della toilette, le modalità di somministrazione dei pasti, il riscaldamento, l’effettiva pulizia delle celle, lo spazio individuale minimo.  

 

Per questo, la sesta sezione della Cassazione ha rinviato alla Corte d’Appello «l’accertamento preventivo delle condizioni di detenzione in caso di consegna alla Romania». 

 

Per la gioia di Enache, che le prigioni di casa non le vuole proprio provare. 


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Article source: http://www.lastampa.it/2017/10/22/italia/cronache/in-romania-prigionilager-e-litalia-si-tiene-il-detenuto-sAmSDj6PD57f9WOiByIpEK/pagina.html

Stuprava la figlia minorenne e la "prestava": niente carcere, reato prescritto

Per lungo tempo, 20 anni fa, avrebbe a più riprese violentato la figlia, che all’epoca era solo una bambina. Non solo, in diverse occasioni l’avrebbe anche “prestata” ad alcuni suoi amici: abusi su abusi. Per quelle violenze l’uomo è stato condannato in primo grado a dieci anni di reclusione, ma la Corte d’Appello di Venezia ha dovuto pronunciare un verdetto di non luogo a procedere nei suoi confronti perché, ora, il reato è prescritto.
Una conseguenza, questa, di una recente sentenza della Corte di Cassazione – la 28.953 dello scorso giugno – che di fatto ha accorciato i tempi della prescrizione per i reati di violenza sessuale commessi sui minori di 14 anni: un’aggravante che la Suprema corte ha reso “meno pesante”. E per lo stupratore – presente l’altro giorno alla lettura della sentenza, sicuro di farla franca – neppure un giorno di prigione.
Il primo verdetto – come scrive il Corriere del Veneto – fu del Tribunale di Treviso, che condannò l’imputato a 10 anni di reclusione per avere ripetutamente abusato della figlia minorenne, a partire dal 1995, quando la bambina aveva solo 8 anni. L’uomo era separato e le violenze sarebbero avvenute soprattutto nei week end che la bambina trascorreva con lui, quando si ubriacava e diventava violento. Abusi ai quali si sarebbero aggiunti anche quelli da parte di conoscenti del padre, gli “amici del bar”, ai quali l’avrebbe “ceduta”. Una interminabile serie di violenze e minacce, che però vennero alla luce molto tempo dopo, quando la ragazza trovò il coraggio di confidarsi prima con il fidanzato, poi con la madre e con i fratelli, che la convinsero a presentare denuncia.
L’inchiesta si concluse con un rinvio a giudizio e la condanna dell’uomo da parte del Tribunale di Treviso, ma il 9 giugno scorso, quattro mesi prima del processo d’appello, è intervenuto un pronunciamento della Cassazione, a Sezioni unite, che di fatto ha “impedito” ai giudici di secondo grado di confermare il verdetto. Con la sentenza di giugno, infatti, la Suprema Corte – decidendo sempre su un caso di violenza sessuale nei confronti di minorenni, ma avvenuto in provincia di Napoli – ha annullato l’allungamento del termine di prescrizione previsto in caso di “aggravanti ad effetto speciale”, normalmente collegate a reati di violenza sessuale su minori di 14 anni. Con un termine più corto, il reato è ora prescritto e la Corte d’appello di Venezia non ha potuto fare altro che prenderne atto, dichiarando l’imputato non più punibile.
Un “non doversi procedere” che, tuttavia, non equivale a una sentenza di assoluzione. Anzi, che la Corte non abbia dubbi sulla colpevolezza dell’uomo lo dimostra il fatto che abbia confermato a suo carico la condanna civile al risarcimento del danno alla parte offesa, con una provvisionale di 100 mila euro che è già stata riscossa.

Article source: http://www.gazzettadiparma.it/news/italia-mondo/469624/stupra-la-figlia-minorenne-e-la-presta-niente-carcere-reato-prescritto.html