Tuesday, 27 Jun, 2017
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​Procedimento disciplinare a carico di Mauro Minelli: annullata la sospensione per un mese dall’Ordine dei Medici

Lecce.
La Cassazione annulla la sospensione per un mese, adottata dall’Ordine dei Medici di Lecce nei confronti di Mauro Minelli, immunologo 60enne di Campi Salentina. Accolta dunque l’istanza avanzata dai suoi difensori, gli avvocati Giuseppe Terragno e Anna Centonze. Con sentenza di oggi, infatti, la Corte Suprema ha annullato il provvedimento con il quale, nel maggio 2014, era stata confermata la decisione adottata dall’Ordine di sospensione del professionista dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di un mese (dal 15 giugno al 16 luglio 2014). Rigettando le eccezioni di inammissibilità avanzate dall’Ordine di Lecce, la Suprema Corte ha disposto l’annullamento della decisione sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale del 2016 che ha riconosciuto illegittima la composizione della Commissione d’appello (CCEPS) in quanto costituita anche con membri nominati dal Ministero della Salute che è parte in causa nel procedimento.

In particolare la Corte ha affermato che “l’assenza di indipendenza e imparzialità, anche se riferibile solo ad alcuni dei componenti della Commissione, si trasferisce in termini osmotici dai partecipi all’organo, non potendosi consentire che lo stesso eserciti la funzione giurisdizionale attraverso dinamiche radicalmente viziate dalla interlocuzione, nel percorso che porta alla decisione, di soggetti privi delle citate caratteristiche”. In conseguenza dell’annullamento, il procedimento tornerà per un nuovo esame dinanzi alla CCEPS che dovrà decidere in diversa composizione.

La sospensione di Minelli dall’Ordine dei Medici di Lecce, scaturì dal primo dei cinque procedimenti disciplinari emessi dal Presidente Luigi Pepe. Questi accusava  l’immunologo, all’epoca alla guida del centro Imid di Campi Salentina ( la struttura specialistica per la cura delle malattie immunomediate) di avere abusivamente utilizzato il titolo di professore e di avere illegittimamente  occupato il posto di direttore del Centro. Invece, ricordiamo che il “grande accusatore” di Minelli è finito sotto processo, proprio in relazione alle presunte pressioni ed ingerenze esercitate sul Centro Imid. Il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lecce, Luigi Pepe ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato. L’udienza si terrà innanzi ai giudici della seconda sezione collegiale, il prossimo 7 luglio. Il 70enne di Surano risponde delle accuse di concussione, abuso d’ufficio aggravato, diffamazione continuata, stalking, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato.

Ricordiamo che la chiusura delle indagini, è arrivata dopo che il gip Alcide Maritati ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione dei legali della parte offesa, gli avvocati Giuseppe Terragno e Anna Centonze. Pepe secondo l’accusa, avrebbe messo in atto cinque procedimenti disciplinari contro Minelli, mentre si sarebbe dovuto astenere, in considerazione dell’ostilità pubblicamente manifestata nei confronti del Direttore dell’Imid. La Procura ipotizza anche il reato di diffamazione a carico del Presidente dell’Ordine dei Medici.
Pepe ad esempio nel corso di una conferenza stampa, avrebbe definito Minelli “persona poco chiara, millantatore, usurpatore di titoli, truffatore, incompetente”

Article source: http://www.leccenews24.it/cronaca/-8203-procedimento-disciplinare-a-carico-di-mauro-minelli-annullata-la-sospensione-per-un-mese-dall-ordine-dei-medici.htm

Corte di Cassazione, il conduttore uscente ha diritto alla doppia …

Con la sentenza del 28 febbraio 2017 n.5039, la Corte di Cassazione ha sancito il diritto del conduttore a percepire dal locatore (ossia dal proprietario dell’immobile) la doppia indennità per la perdita di avviamento. La Cassazione conferma, così, che l’unico criterio di riferimento per stabilire se l’indennità sia dovuta o no, è costituito dalle tabelle merceologiche di cui all’articolo 34 della legge Equo Canone, anche se queste tabelle sono state da tempo abrogate: l’articolo 34 stabilisce, infatti, che l’ulteriore indennità (pari a 18 mensilità dell’ultimo canone di locazione corrisposto) è dovuta al conduttore uscente, qualora, entro l’anno dal rilascio dei locali, il proprietario li conceda in locazione a un conduttore che li adibisca all’esercizio della stessa attività o di attività incluse nella medesima tabella merceologica, affini a quella già esercitata dal conduttore uscente.
La Corte d’Appello aveva precedentemente rigettato il ricorso del conduttore sulla base, fra l’altro, del venir meno del rinvio all’articolo 34 per effetto dell’abrogazione delle tabelle merceologiche disposta dal D.lgs 31 marzo 1994 n.114 (legge Bersani).
Secondo lo studio legale CocuzzaAssociati, la sentenza della Cassazione mette un punto fermo su una questione lungamente dibattuta.
Vediamo in sintesi gli antefatti. Un commerciante (conduttore) specializzato in abbigliamento femminile, dopo aver restituito i locali al proprietario, aveva citato il locatore dinnanzi al Tribunale di Roma per accertare il diritto a percepire l’ulteriore indennità.
Al posto del conduttore uscente era subentrata una nota catena specializzata in abbigliamento femminile: ossia nello stesso mercato del conduttore uscente.
La Corte d’Appello ha rigettato il ricorso in seconda istanza con la motivazione che, venuto meno il rinvio alle tabelle merceologiche, il criterio per individuare la legittimità all’indennità va individuato nella capacità del conduttore entrante di esercitare un’attività che attira maggiormente la clientela, sulla base del fatto che la clientela del nuovo retailer non è la stessa del precedente.

Concetto di affinità e natura compensatrice dell’ulteriore indennità
Evidentemente, La Cassazione ha ritenuto che “l’ulteriore indennità non ha natura indennitaria, ma compensatrice: vuole, cioè, compensare il conduttore uscente contro l’arricchimento ingiustificato del nuovo conduttore, che deriva dal solo fatto di esercitare attività identifica o affine negli stessi locali e di godere dunque del subentro di un avviamento in atto. L’arricchimento è dunque presunto juris et de iure”.
Il giudizio di affinità, commenta ancora lo studio CocuzzaAssociati, non implica un esame sulla sovrapponibilità delle clientele e non va formulato in base al contenuto oggettivo di beni o servizi offerti dai conduttori succedutisi, ma in base alla astratta ideonietà della nuova attività a sottrarre -anche solo parzialmente- clientela al conduttore uscente”.

Article source: https://www.mark-up.it/corte-di-cassazione-il-conduttore-uscente-ha-diritto-alla-doppia-indennita/